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A Vaie (Vayes fino al 1939) la storia del Museo Laboratorio coincide per lunghi periodi con quella del paese, che nel centro storico e lungo il percorso archeologico ancora oggi conserva intatte le testimonianze del proprio lontanissimo passato.

Per ritrovare il primo "incontro ufficiale" fra Vayes e la preistoria, si deve risalire nel tempo di molti anni, e arrivare alla fine del 1800: a quell'epoca, accanto ai mestieri contadini e alle nascenti industrie, era ancora diffusa l'estrazione della pietra. Furono proprio gli operai della cava di gneiss granitico dei fratelli Pent a ritrovare nei pressi di un riparo sotto roccia le celebri asce in pietra verde.
I contatti avviati dal Dott. Rumiano, medico locale, portarono in breve tempo alle indagini archeologiche. Siamo nel 1900 e 1901 e alla direzione degli scavi è preposto Antonio Taramelli.
Le ricerche mettono in luce una parziale stratigrafia archeologica, con frammenti ceramici e strumenti in pietra verde che andranno a formare una preziosa raccolta del Museo di Antichità  di Torino.

Alle indagini del 1938-39, seguono lunghi anni di silenzio. Ma la comunità locale, custode della risorsa, non dimentica le radici della propria identità. La Soprintendenza ne approfondisce la conoscenza, anche collocando cronologicamente il sito archeologico di Vayes fra il Neolitico finale e la piena età del Rame.

Al 2001 si data l'istituzione del Museo - Percorso Archeologico, che nasce per volontà dell'Amministrazione Comunale in collaborazione con: Soprintendenza ai Beni Archeologici, Regione Piemonte, Provincia di Torino, Comunità Montana Bassa Valle di Susa, Fondazioni C.R.T. e San Paolo.
Le consulenze tecnico scientifiche e le ricostruzioni sperimentali sono del Centro di Archeologia Sperimentale Torino. La direzione scientifica del museo è affidata a Giorgio Gaj

Il Riparo Rumiano in un'immagine d'epoca